Moda curvy: la guida completa

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Spopolano, spopolano, spopolano. Ultimamente si trovano dappertutto. In foto, negli articoli e nei video ci sono le curvy.

Stiamo assistendo ad uno sdoganamento delle forme, una sorta di standardizzazione delle curve.

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Le luci della ribalta si sono accese sulle forme di donne rotonde e spesso sensuali e modelle pus-size brillano sulle copertine delle riviste di moda.

Non da meno sui social assistiamo ad una crescita esponenziale di blogger per la moda delle cosiddette taglie forti. 

Ma cosa significa davvero la parola curvy?

Definizione di curvy

Deriva dall’inglese curve, che con l’aggiunta della y diventa curvy, un altro sostantivo che in italiano significa formosa o prosperosa.

Quindi questa parola non ha una connotazione negativa e non significa “grasso”, ma sta a indicare donne che hanno delle curve.

Ma da dove nasce la necessità di catalogare una donna curvy?

E’ doveroso ricordare la formosa per eccellenza, la Dea Afrodite, la Dea della bellezza. Ma ricordiamo anche il Rinascimento, il Medioevo, l’epoca del Re Sole.

Anche senza andare troppo indietro, torniamo fino ai nostri anni ’50.

Le curvy erano sempre state ritenute bellissime. E poi?

Poi l’industrializzazione della moda ha richiesto che venissero utilizzati stereotipi di taglia per poter gestire la confezione industriale.  

In seguito e breve tempo sono state apportate riduzioni sui tessuti sempre più consistenti per motivi d’immagine ma anche meramente di costi, che ci ha velocemente portati fino alla moda della donna-grissino. 

Twiggy – Pinterest 1960’sfashionstyle.com

La legge nel mercato del pronto moda ha a lungo un po’ oscurato le donne modello Gina Lollobrigida e oltre e noi siamo passate dall’essere la normalità fino agli anni ’60 a finire oggi nella categoria curvy.

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